Resistenza al fuoco

La Progettazione e la Prevenzione Antincendio di una attività non può prescindere da una corretta valutazione della resistenza al fuoco che le strutture devono possedere e che realmente posseggono.  


La resistenza al fuoco è espressa in minuti, indica la capacità portante delle strutture durante un incendio nonché la capacità di compartimentazione  per un tempo minimo necessario al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza di prevenzione incendi.


Il valore di resistenza al fuoco che una costruzione, od una sua parte, deve possedere dipende dal livello di prestazione che è richiesto.Per fare qualche esempio, può essere richiesto di conservare la portanza per il tempo sufficiente a consentire l’evacuazione degli occupanti in luogo sicuro all’esterno della costruzione, oppure consentire l’integrità delle strutture per un periodo congruo con la durata dell’incendio, oppure garantire che dopo l’incendio vi sia stato un limitato danneggiamento della costruzione, oppure garantire che dopo l’incendio la costruzione conservi la totale funzionalità.

Una volta determinato il requisito di resistenza al fuoco (es. R15, R30, R45, R60 …) che la struttura deve possedere è necessario verificare se la struttura lo possiede o meno. 


Per eseguire tale verifica si hanno a disposizione tre metodi:

  • Tabellare: è il più semplice e veloce ma è il più approssimato. Si basa sull’utilizzo di tabelle contenute nell’allegato al DM 16/02/2007 “Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione” oppure, nel caso si utilizzi il DM 03/08/2015 “Codice di Prevenzione Incendi” si basa sull’utilizzo delle tabelle contenute al paragrafo S.2.15 “Modalità per la classificazione in base a confronti con tabelle” del Codice. L’applicazione di tale metodo potrebbe dare come risultato un “non rispetto dei parametri richiesti” nel qual caso prima di procedere all’adeguamento delle strutture è consigliabile ricorrere alla verifica con il metodo Analitico.
  • Analitico: è più complesso e va condotto utilizzando gli Eurocodici, è necessario conoscere le sollecitazioni agenti sulla struttura in accordo con le NTC e bisogna condurre uno studio completo della struttura. Tale metodo si basa, inoltre, sull’utilizzo di curve nominali di incendio standardizzate (es ISO 834) o curve naturali di incendio. In genere si procede utilizzando le curve nominali di incendio ma, se i risultati portano a conclusioni di un non rispetto dei parametri richiesti, si può ulteriormente affinare l’indagine ricorrendo all’utilizzo di curve naturali di incendio determinate per lo specifico compartimento antincendio mediante modellazioni avanzate CFD con metodologia FSE

Con l’applicazione di tale metodo potremmo giungere a conclusioni diverse da quelle ottenute con il metodo tabellare. Sicuramente, nel caso che anche con tale metodo si giunga ad un “non rispetto dei parametri richiesti” otterremo, comunque, delle ottimizzazioni delle resistenze ed una riduzione dei costi di adeguamento strutturale. 

  • Sperimentale: E’ il metodo che si basa su prove di resistenza al fuoco sperimentali standardizzate dalle norme. In funzione dell’esito delle prove viene rilasciata una certificazione contenente le caratteristiche di resistenza al fuoco dell’elemento sottoposto a sperimentazione. Esse sono conosciute come “rapporto di prova o rapporto di classificazione”.

Quando applicare i diversi metodi:

Se la struttura non risulta verificata con il metodo tabellare, prima di intervenire con rivestimenti protettivi od altro, è bene verificare con i metodi analitici. Avremo un’idea più precisa sulla reale resistenza al fuoco della specifica struttura che potrebbe risultare verificata senza necessità di interventi. Sicuramente, utilizzando il metodo analitico, otterremo una riduzione dei costi di adeguamento strutturale.